MANIFESTO

Immagino un rivolo d’acqua che timidamente si affaccia dalle fessure di una parete. Stordito, senza apparente direzione, scivola nel suo cammino.
La strada è sconosciuta, non ne conosce la destinazione, ma intraprende il viaggio senza remora alcuna.

Fluido è il suo percorso.
La simmetria di quel cammino rappresenta la perfezione, che tende alla luce.
E in quella perfezione che il rivolo comprende.

Una forma d’arte deve recare un senso di possibilità alternative, ammettendo il cambiamento e racchiudendo in sé le vicissitudini della vita. L’asimmetria diventa a questo punto una necessità regalando bellezza e mutevolezza.
La pendenza del terreno aumenta la velocità del cammino spaventando, ma l’ignoto è essenziale.

Immaginare un oltre ma senza vedere.

Fede.
Nella caducità della vita, la fede rimane una costante che si sposta ed evolve con il tempo.

Trasformarsi.
Come la lucentezza dell’oro, che se pur sbiadita nel tempo, conserva una squisita bellezza malgrado l’infierire delle stagioni e del tempo.

Vuoto.
L’eco delle parole allarga l’orizzonte. Il vuoto diventa una bellissima promessa di immensità.

Risonanza.
Attendere. La vibrazione riflette la luce.

Gratitudine.
Agire con attenzione, umiltà e sincerità. Mani premute delicatamente l’una all’altra.
Ringraziare il dono della nostalgia.

Universo.
Dilatare il pensiero. Avvertire la presenza del cielo intorno a noi che si espande e ci accoglie. Avvertirne l’infinitezza per comprendere la giusta proporzione tra sé e il resto. L’Universo non ha fine.

Ad un tratto un fragore.
Il cielo si oscura, nubi minacciose riversano con lacrime copiose.
Il rivolo s’insinua.

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